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A GAZZETTA DI PARMA
(18/12/96)
- Intensa serata vivaldiana
al Regio con i Sonatori de la Gioiosa Marca.
(...) L' immagine di Vivaldi nelle mani di questi
fervidissimi "sonatori" è parsa
risplendere con improvvisa vividezza.(...) E
proprio le Stagioni oggetto tra i più consumati,
in tutte le salse, sono affiorate con una fisionomia magari sconcertante(...) tuttavia di
una presa straordinaria proprio per la tinta che
si sentiva scorrere, pur nel gioco manieristico
che metteva in campo tutti gli ingredienti di una
prassi ricostruita dalla "messa di
voce" all' esclusione di ogni suono vibrato;
perché al di là di tali artifizi, si sentiva
premere un atteggiamento vitale, nello stesso
innesco del virtuosismo, reso inebriante come non
mai da Giuliano Carmignola, ma pure negli
abbandoni alle più sottili gradazioni del suono,
fino al limite di un ' estenuazione, pur sempre
vitalissima. (g.p.m.)
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L' ARENA (9/5/97)
- Il programma metteva a fuoco
inizialmente il '600 strumentale italiano per
passare poi con le Quattro Stagioni al momento
del massimo fulgore tardo barocco.Il concerto
proponeva dunque un taglio storico, offrendo bene
illuminata una prospettiva, sia pure allargata
che tanto nota non è, se è vero che autori come
Marini o Merula sono molto rari nei
programmi.(...)Occasione resa esemplare dall'
approccio interpretativo dei SGM, ...una civiltà
strumentale che ha trovato pienezza di colore,
precisione di fraseggio, scioltezza nel dialogo
delle parti. (....).Con Giuliano Carmignola,
violino solista, la Gioiosa Marca ha offerto una
rilettura delle Quattro Stagioni di straordinaria
sostanza stilistica per la mobilità del
fraseggio, l' articolazione dei piani dinamici,
l' incisività e la continua oscillazione dei
tempi. Sulla base di un colore strumentale
corposo, ricco e pronto ad assumere le sfumature
più diverse, l' esecuzione è risultata
avvincente per la sua interna dinamica
espressiva, giocata su tutti gli elementi del
fraseggio e del suono: .....con effetto
complessivo di superba lucentezza ed
eloquenza...... Accoglienze trionfali.........
(C. Galla) [top]
IL GIORNALE (26/5/97)
- I Sonatori de la Gioiosa Marca
rivitalizzano Bach. L' ultimo concerto delle
Settimane Bach, organizzate dai Concerti del
Quartetto ha mostrato queste composizioni in una
luce diversa, permeata di brillantezza e di
animata festosità. Artefici della serata sono
stati i SGM, il Coro di Radio Lugano ed il
direttore Michael Radulescu Lo smagliante clima
sonoro era adatto al tema del concerto: le
Cantate eseguite furono scritte per le
annuali inaugurazioni del consiglio Comunale di
Lipsia, (....). L' accoglienza del pubblico
naturalmente è stata entusiasta [top]
AMADEUS (Settembre 97)
- Dopo Le Quattro
Stagioni e le Humane Passioni, con questi
Concerti per le Solennità Giuliano Carmignola ed
i Sonatori de la Gioiosa Marca propongono un'
altra memorabile incisione vivaldiana. Sei
concerti per violino, quattro dei quali scritti
per particolari festività religiose: ai lavori
"in due cori" per l' Assunzione di
Maria Vergine, RV 581 ed RV 582, si aggiunge uno
dei tre concerti per la festa di S. Lorenzo, RV
286, e quello per la S. Lingua di S. Antonio, Rv
212 suonato nel 1712 dallo stesso Vivaldi.
Completano la registrazione Il Riposo, RV 271,
per il Natale, ed il concerto detto "Grosso
Mogul" RV 208, che pur non essendo
apparentemente destinato ad alcuna funzionalità
celebrativa, denota un' ampiezza di formato, un
tono per così dire pubblico ed un tasso
virtuosistico del tutto degni di degli altri
concerti della raccolta.
Carmignola riafferma qui il un magistero nell'
esecuzione di Vivaldi che oggi probabilmente non
conosce eguali per virtuosismo, splendore di
suono, ricchezza ed intelligenza di idee
musicali. Ma Carmignola, insieme con gli
eccellenti e vivaci Sonatori, va sempre ben oltre
il puro virtuosismo per cogliere e lavorare con
folgoranti intuizioni ogni aspetto dell' arte del
Prete Rosso: l' estrema raffinatezza timbrica nel
soffuso chiarore del Riposo, la lirica e
affettuosa cantabilità pregnante in RV 286, la
traslitterazione strumentale di modelli vocali
nel visionario recitativo di RV 208.
(Cesare Fertonani)
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PANORAMA (18/9/97)
- VIVALDI PER POCHI E PER TUTTI. L' Autunno
Musicale di Como è arrivato alla 31° edizione.
(...) l' apertura avviene con un gruppo che s'è
guadagnato già una sua fama europea, I Sonatori
de la Gioiosa Marca: il numero più ristretto
possibile per eseguire Vivaldi, ma con la ricca
pienezza del suono e la sottile differenziazione
di colori che li contraddistingue, e quando entra
il violino terso e naturale di Giuliano
Carmignola, la qualità raggiunge il meglio. Li
potete ascoltare nelle loro incisioni, ma
purtroppo non potete vivere se non di presenza
quella tensione, quell' ascoltarsi reciproco,
quel respirare insieme il fraseggio, che rendono
la loro arte una realtà che pare di poter
toccare. (L. Arruga) [top]
L' AZIONE (6/10/99)
- Con Cecilia Bartoli i
Sonatori de la Gioiosa Marca devono avere molta
dimestichezza. (....) eccola presentarsi in San
Francesco per le Settimane Musicali Di Ascona
attorniata dagli otto impeccabili strumentisti di
Treviso: guidati da un gusto colto e consapevole
della dimensione stilistica con cui si
confrontano. Tanto più gradevoli - diversamente
da formazioni congeneri - perché non sono mai
esagitati; (.....) e perché - gliene siamo
grati- evitano i vezzi e gli stereotipi...(..)
Con Cecilia Bartoli i Sonatori devono avere molta
dimestichezza, (...) si conoscono tanto bene che
ognuno può permettersi il lusso di poter essere
libero pur essendo perfettamente sincrono con i
colleghi. [top]
DIAPASON MARZO 1999
- La phalange
vénitienne d' instruments anciens des Sonatori
avait révolutionné la discographie vivaldienne.
Avec cet impressionnant récital consacré aux
sonates et canzone publiées à Venise
à l' aube de l' ére baroque, elle s' inpose
désormais dans un répertoire qui ne lui était
pas vraiment familier. Outre la cohésion
impeccable jusque dans la virtuosité la plus
profuse ( époustoufflante Sonata XV de
Castello ), les sonorités amples et chaleureuse,
on admire ici l' articulation raffinée d' une
extrême variété mais jamais démonstrative: staccato
nerveux et volubile, delicat tremolo
( Sonate a 3 de Turini ), et même
généreux legato pour les moments de
grande intensité lyrique. Mais plus que la
prouesse technique, c' est l' interprétation qui
impressionne par sa fogue et son intensité
émotionelle, et par son attention scrupuleuse
aux innombrables effects dramatiques que
recélent ces musiques si avides d' expression:
les subits changements de tempos et de rythmique,
les dissonances inattendues et les réferences
choréographiques sont soulignés avec art et
intelligence, pour former une véritable leçon
de rhetorique, tout en contrastes et en surprises
délicieuses. (Denis Morrier) DIAPASON
Marzo 1999.
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REPERTOIRE
- BALLI, CAPRICCI E
STRAVAGANZE: Fantasque, extravagant, capriceux,
ce récital instrumental approce avec analyse et
pertinence la creation du premier baroque grâce
à l' inventivité souveraine des interprétes. (Alexandre Pham)
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GOLDBERG 5/99
- ...The Sonatori prefer faultless
cohesion, rich sonorities, an astounding
virtuosity that is always apt; ...There is
constant attention to the subleties of the
scores, with a succession of unexpected and
precise scenes and an impressive art of rhetoric.
Throughout the programme (excellently expounded
in the printed note) surprise abound. From the
start, the velvet sonorities (the chitarrone....)
in a canzone by Rovetta; the astonishing and
subtle alliance of the timbres of two violins and
a viol in another canzone by the same composer;
the antiphonal construction of a trio sonata by
Fontana;
the imitative brass fanfare of a sonata by
Castello; the admirable echo of another sonata
for three violins by Marini...
Quotations should be made of all the pieces,
which reveal a goldsmith's precision in bowing
and which link contrasts with flexibility rather
than emphasising the breaks. Each ornament thus
takes its place naturally and logically.
The Sonatori do not show off, they speak quite
simply, but a language of perfect rethoric.
(Sophie Rougol) [top]
BASLER
ZEITUNG
(11-11-00)
- Das
Ensemble spielt in kleinbesetzung, erreicht aber dank seiner
obertonreichen Instrumente üppingste klangfülle.
Fortissimo-Passagen sind von einer schon fast erschreckenden
Präsenz und Körperlichkeit. [top]
LA REPUBBLICA (23-11-00)
.... La loro brillante versione dei concerti vivaldiani ha fatto scalpore, come resta nella memoria recente la performance al Teatro Olimpico di Vicenza nel 1998 con Cecilia Bartoli, documentata su disco. Eccellente è anche questa deliziosa raccolta di concerti e sonate a cinque dei prediletti autori veneziani. Si comincia con il Concerto XII op.5 di Tomaso Albinoni (1671-1751) e si prosegue con opere di compositori più o meno noti, come Carlo Antonio Marini (1670-1717), Marc'Antonio Ziani (16531715), Giorgio Gentili (16681731), Giulio Taglietti (1660-1718), Benedetto Marcello (1686-1739) e Luigi Taglietti (1668-1715).
Da un brano all'altro si rimane ipnotizzati da tanta grazia, delicatezza e aristocratica capacità rievocativa.
(Giacomo Pellicciotti)
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AMADEUS
I cinque componenti dei Sonatori de la Gioiosa Marca danno qui vita con estro e capacità tecniche a una vivace e in più punti gustosissima antologia che corre sulla falsariga dei rapporti che in età barocca intercorrevano tra musica colta e musica popolare, in particolare - in questo caso - su quella delle elaborazioni compositive che alcuni autori italiani di quell'epoca hanno effettuato sul celeberrimo basso di Follia. Grande musica, dall'impatto diretto sull'ascoltatore che non chiede filtri intellettuali per essere apprezzata.
Merito dei Sonatori che questa volta si superano: soprattutto nella qualità delle fioriture, nella preziosità timbrica del risultato,
nell'imprevedibiltà delle loro soluzioni esecutive che accentuano il carattere mutevole e polistilistico dei brani scelti. Composizioni che, muovendosi lungo le coordinate della nostra penisola, tracciano una specie di itinerario che è guida a un modo inventivo di concepire la musica, pur rimanendo saldamente incollati alla tradizione popolare: la Napoli di A. Falconiero, la Messina di B.Storace e G.A.Pandolfi Mealli, la Roma di A.Corelli, la Bologna di M.Cazzati, la Pavia di F.Corbetta, e poi tornando ad Est la Modena di G.B.Vitali e la Venezia di A.Caldara, A.Vivaldi e G.Reali.
Agli ultimi due si devono le pagine più spettacolari: le variazioni sulla Follia tratte dall'opera prima di entrambi i musicisti. (Massimo Rolando Zegna
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